Teatro

La dura vita in teatro

Amo recitare, lo faccio dall’infanzia e penso continuerò anche in vecchiaia. Di certo non si può dire che sia una carriera facile, anche se molti potrebbero pensarlo. Se se un uomo non importa, se sei una donna non importa, in entrambi i casi devi truccarti, vestirti e imparruccarti per le necessità del palco. Io ho risolto tutto dando un taglio netto ai capelli qualche mese fa, in modo da poter indossare parrucche ed extension senza troppi problemi. Un caschetto alla Beatles, che ora è anche alla moda, e passa la paura.

Il problema è quando alla tua compagnia viene la brillante idea di acquistare delle extension capelli veri clip per ogni evenienza. E qui inizia veramente il dramma. Miliardi di colori, miliardi di dettagli da analizzare per scegliere correttamente, miliardi di conti da fare. Stiamo diventando abbastanza noti in tutto il Paese quindi capisco che sia importante assicurare un effetto finale piacevole nel complesso. Le extension di capelli veri, poi, si possono lavare, piastrare, acconciare e colorare a differenza delle sintetiche, quindi ben venga l’acquisto.

Ma ecco, proprio perché si possono anche tingere, non capisco il bisogno di comprarne due a testa di tutti i colori presenti in un catalogo. Budget a disposizione: forse arriviamo a 50 euro. Costo per l’investimento: meglio non saperlo. Ma potrebbero servire capelli bianchi con qualche striatura nera o qualcosa di più particolare, con le tinte spenderemmo più soldi ma soprattutto più tempo. Touche.

Quel che conta è prendere una decisione e smettere di passare le serate dedicate alle prove su siti di extension a clip! Basta, per carità!

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Il quotidiano in edicola

Ho una passione forse insolita, compro riviste e giornali dedicati alla pubblicità degli anni 50 e 60 che mi piace guardare. Ho la casa tappezzata di vecchi poster di pubblicità di ogni tipo, mi piacciono in particolare quelle dei superalcolici e quelli dedicati al cibo.

Inutile dire che le pubblicità hanno un certo effetto su di me: le studio, le guardo e le analizzo immediatamente non appena le osservo stampate o in TV.

Stamani, come ogni mattina, ho comprato il quotidiano all’edicola di fiducia, so che esistono tablet e smartphone per leggere le notizie, ma a me piace la carta, piace avere il giornale sotto il braccio finché non arrivo in ufficio. Mi piace appoggiarlo sulla scrivania, osservarlo e aspettare la pausa pranzo per leggermelo in santa pace.

Faccio sempre caso alle pubblicità presenti sul giornale, ormai è un’inclinazione naturale che trovo difficile perdere, un’abitudine. Lo apro e dopo una pagina di cronaca trovo piazzate due pagine di sola pubblicità: un’unica scritta giallo-arancione che recita Cerchi un prestito veloce? Da noi puoi!.

Puoi cosa? Cercarlo? Trovarlo? Non capisco chi le faccia queste pubblicità, piuttosto squallide dal punto di vista grafico e letterario. Non sanno prendere il lettore né chi osserva, non sanno fare nient’altro se non pensare che ho pagato il giornale per comprare pubblicità brutta.

Mi piacerebbe molto avere una macchina del tempo e tornare indietro, negli anni ’60, per comprare il quotidiano e trovare due pagine di pubblicità sì, ma del Campari, con quelle formule semplicemente geniali, di gusto, belle e d’impatto.

I miei colleghi mi hanno sentito sbuffare e mi hanno chiesto cosa avessi, pensavano avessi letto che la mia squadra di calcio del cuore aveva perso l’ultimo match: quando gli ho spiegato il motivo mi hanno guardato increduli e mi hanno chiesto e quindi?

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Un venerdì 17

Credete alla sfortuna? Siete superstiziosi? Io no, credo piuttosto alle coincidenze. L’ultimo venerdì 17 me lo ha dimostrato, visto che, a quanto pare, mi è successo quanto più di tragicomico potesse succedermi in un solo giorno.

Mi sveglio ogni mattina alle 7 per essere a lavoro alle 8, mi possono togliere tutto ma non la colazione, piuttosto salto il pranzo e la cena. Ovviamente, tra una cosa e l’altra, al mattino si ha poco tempo e si è sempre di fretta, anche perché mi piace dormire, per cui non ho intenzione di modificare i miei ritmi perché qualcosa decide di andare storto.

Insomma, la mia colazione, da che ho memoria, è a base di un bel toast farcito: amo la colazione salata, se fosse per me mangerei uova e bacon come in America, ma si fa fatica a trovare il bacon qui dove abito io. È un paese talmente piccolo dove, a malapena, si riesce a trovare il pane, figuriamoci il bacon. Ho optato quindi per un cambio di rotta e ho scelto di trovare il compromesso del toast.

Bene. Venerdì 17 scorso il mio tostapane decide di non funzionare: provo a staccarlo dalla corrente e a riattaccarlo, ma niente, non funziona. Preso dal panico – ripeto, alla colazione non rinuncio – metto su una padella senza olio e ci piazzo il pane, che, puntualmente cade sulle mie nuove scarpe running sporcandole completamente. Primo punto per la superstizione.

Esco di casa, di malumore e abbastanza triste pensando al mio toast, e la macchina non si accende. Benissimo! Non ho tempo né di chiamare un meccanico né di fare niente, dato che, ripeto, alle 8 devo andare a lavoro: c’è un bus che passa alle 7:30, mi fiondo alla fermata e salgo. Non ho il biglietto perché non ho fatto in tempo a prenderlo, ma me ne accorgo solo quando sale il controllore e mi fa la multa.

Insomma, quando si preferisce restare in ufficio sperando che non succeda niente, vuol dire che il venerdì 17 ha avuto la meglio. Superstizione 3, io 0.

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Ma cosa passa in TV?

Non sono una grande amante della televisione, per niente, ma capita penso a tutti di trovarcisi di fronte in momenti di pura noia. Io soffro d’insonnia e, per non ingozzarmi di cibo spazzatura durante tutta la notte, a volte capita di trovarmi a guardare film improponibili, vecchissimi o delle vere e proprie chicche, ottime per chi ama il cinema.

Ieri l’ennesimo episodio d’insonnia, a dire la verità ero anche riuscita ad addormentarmi abbastanza in fretta, inizialmente, ma poi mi sono ritrovata a fare la trottola nel letto, girandomi e rigirandomi per l’assenza di sonno. E le pecore, contarle, non funziona!

Ho inizialmente giocato un po’ ad Angry Birds, ma le risate di quei dannati maialini verdi mi hanno solo fatto innervosire ancora di più, perdendo ulteriormente della preziosa voglia di dormire. Mi restavano solo un telecomando e una TV.

Ho acceso la TV e ho iniziato a fare zapping (molto svogliatamente, lo ammetto), trovandomi a guardare vere e proprie perle trash che neanche mi ricordavo fossero esistite. Avete presente quei programmi degli anni ’90, dove le paillettes e i colori fluorescenti sembravano esser venduti al chilo? Proprio quelli. Il problema è che, con i nervi a fiori di pelle per la mancanza di sonno, mi hanno ulteriormente fatta innervosire.

Ho trovato poi un film giallo molto appassionante, iniziato per fortuna da poco, e relativamente nuovo: era lui il mio amato film per la notte, mi avrebbe o coccolato fino a dormire o tenuta sveglia e attiva per scoprire chi avesse ucciso la povera vecchietta indifesa. La mazzata finale me l’ha, però, data la pubblicità, una visione luminosissima di una ragazza intenta ad accarezzare un materasso memory foam e un tizio che lo proponeva a un prezzo speciale solo per quel giorno. Certo, come se il giorno prima o quello dopo non fosse proposto allo stesso costo!

Comunque la pubblicità mi ha conciliato il sonno, sono riuscita ad addormentarmi con la TV ancora accesa, ma ancora non so chi ha ucciso la vecchietta. Per questo, stanotte, sto scrivendo anziché dormire!

Maledetta lista dei desideri

Ok, dannato sia Ebay che permette di fare le liste dei desideri. Sono andata a controllare la mia e mi è quasi preso un infarto, non voglio neppure fare il conto del costo per le migliaia di cose che vorrei comprare.

Ho superato le due pagine di prodotti messi lì non so per quale motivo, forse per provare a esorcizzare la voglia di averli, ma Amazon conosce delle mosse crudeli, come quella di inviarti mail per ricordarti dei prodotti nella wishlist o di avvisarti che c’è un’offerta in corso per l’iRobot Roomba 780 che desidero da quando per la prima volta ne ho sentito parlare.

Principalmente ci sono vestiti e borse, e io non sono neppure un’amante delle marche costose o dei capi alla moda, quindi mi sa che loro sono il minimo. Il vero problema sono i prodotti tecnologici che adoro alla follia, sono una mezza geek e mi piace guardare recensioni e video prove di strumenti hi-tech di ultima generazione, con la conseguenza di volerli.

Ci ho trovato anche un iPad mini, in mezzo a quella lista dei desideri chilometrici, che onestamente non ricordo neanche di aver messo: è un modello “vecchio”, probabilmente l’ho aggiunto alla lista quando è uscito, e si parla di molti anni fa.

È paradossale trovare lì l’iPad mini e alcuni degli smartphone usciti per ultimi, di quelli che quasi quasi ti preparano anche il caffè o ti guidano l’auto. Ed è paradossale trovare tutti questi oggetti super tecnologici, e un sacco di cose inutili come gli stickers – una mia dipendenza da quando sono molto piccola.

Ora, da un lato vorrei buttare via tutta la wishlist per non rischiare di cadere in tentazione, dall’altra, come sempre, mi dico “e se poi me ne pento?”. Non riesco a capire di cosa mi potrei pentire maggiormente. È questo il problema!

Sono ritornato a trovare la mia amica neomamma

Ieri sono di nuovo tornato a trovare la mia vecchia amica di università, ora neomamma.
In realtà sono andato più per il piccoletto che per lei.
È proprio un gran bel bambino.

Comunque sono arrivato sotto casa sua e, dopo aver citofonato, mi ha aperto il cancello la mamma del suo ragazzo.
Quindi sono salito le scale con l’orecchio bene attento a cogliere qualche vagito o urletto del pargoletto, ma niente.
Quindi ho spinto la porta d’ingresso della casa che era socchiusa e sono entrato.
Ho visto la mia amica seduta e stanca sul divano. Il volto era stanco, ma sempre e comunque felice.
Il bambino stava attaccato al seno a gustarsi ogni goccia di latte.

Dopo i saluti di rito ed i convenevoli la mia amica mi ha detto che il bambino sta tutto il giorno a cercare il latte, a voler mangiare. E quando non riesce più a dargli il latte dal seno, deve provvedere a scadalrglielo e farglielo mangiare col biberon.
Gli scalda sempre il latte del seno che di tanto in tanto, ad intervalli regolari, si aspira con una pompetta per metterlo in un recipiente, pronto per essere usato.
Non conosco, o meglio, non mi sovviene ora il termine tecnico di questa procedura, ma sono sicuro che mi avete capito.

Dopo qualche minuto abbondante di chiacchiere il bambino si è staccato dal seno. La mamma gli ha fatto fare il ruttino, dopodiché il bebè si è addormentato, o almeno ha tentato di addormentarsi perché dopo neanche un’oretta è tornato alla carica per pappare di nuovo il latte.

Stavolta però l’allattamento non è avvenuto dal seno. Troppo indolenzito.
Allora la mia vecchia amica di università si è alzata col bimbo in braccio e lo ha dato in braccio a me.
Ne sono rimasto sorpreso, ma è stata una bella sensazione, nonostante il pianto costante, quasi ossessivo.

La mamma si è diretta verso il tavolo della cucina.
Ha preso il recipiente col latte e ha versato il latte stesso nel biberon.
Poi ha messo il biberon nello scaldabiberon auto e, appena pronto, è tornata a prendere il bambino in braccio e ad allattarlo col biberon.

Il bimbetto è tornato a mangiare smettendo di punto in bianco di piangere.

Quindi siamo ritornati a parlare del più e del meno io con la mia amica.
Il tempo è passato in fretta e si è fatta presto l’ora di tornare a casa.
Quindi ho salutato, ripromettendomi che sarei tornato di nuovo a trovarla, vedendo di volta in volta il bambino crescere.

Sempre una bella emozione.

Finalmente una frittura salutare

I cibi fritti, si sa, sono sempre buoni da mangiare e a tavola sanno il fatto suo.
L’arte del friggere non è un’arte leggera, ma bisogna saper dosare gli elementi nella maniera più corretta per una frittura degna di tale nome.
Ma la frittura, seppur buona, non è sempre vista di buon occhio perché i cibi fritti sono pieni di olio e la loro pesantezza non fa sempre bene all’organismo e alla lunga potrebbe portare ad avere anche problemi cardiovascolari.
Ma esistono dei metodi importanti per avere una frittura più salutare e meno pesante.

Una frittura casalinga è sicuramente migliore di una frittura mangiata nei centri di ristorazione. La frittura casalinga si fa in 30-60 minuti, mentre in quella mangiata nei centri di ristorazione l’olio viene mantenuto da alte temperature per giorni, perfino settimane ed in queste condizioni si formano facilmente prodotti di degradazione dell’olio che favoriscono obesità, diabete e malattie cardiovascolari.

Quindi, per una frittura domestica più salutare è importante scegliere il tipo di olio con cui friggere. Un tipo di olio non vale l’altro. È consigliabile l’utilizzo dell’olio extravergine perché ricco di proprietà che rendono più stabile la cottura. Va bene anche l’olio di semi, purché non sia troppo ricco di grassi e con un buon contenuto di antiossidanti che sono più stabili al calore.
La cosa da considerare quindi è valutare la stabilità e la resistenza al calore dell’olio e del grasso di frittura che si genera durante il processo. L’olio non deve mai raggiungere il “punto di fumo”, cioè la temperatura massima raggiungibile dall’olio prima che questo cominci a decomporsi e a bruciare, formando sostanze tossiche.
L’olio utilizzato per la frittura casalinga può essere riutilizzato per un’altra sola volta senza problemi, a patto che prima venga filtrato per evitare che i residui di frittura carbonizzati si attacchino al nuovo cibo che friggiamo.
Ovviamente, i tipi di olio apposito per friggere possono essere utilizzati in una frittura salutare perché scolano meglio il prodotto, rendendo la frittura più leggera.
Da tenere presente che per una frittura più salutare non bisogna risparmiare sull’olio. La padella deve contenerne almeno un’intera bottiglia.
Bisogna evitare poi la presenza di acqua nel composto.
Mai aggiungere inoltre olio fresco all’olio già usato per ricolmarlo.
L’alimento fritto va infine asciugato su carta assorbente per espellere il grasso eccessivo.

Per una frittura leggera è importante anche lo strumento che si usa. Il miglior strumento per ottenerla è la friggitrice ad aria. Questo tipo di friggitrice limita gli odori e consente di preparare fritture leggere utilizzando pochi cucchiai di olio, portando numerosi vantaggi.
Questa nuova friggitrice sfrutta l’aria calda in circolo nel cestello rotante. L’aria calda, unita al calore delle resistenze di un grill all’interno dell’apparecchio, consente di dorare alla perfezione il cibo fritto.
Quando il tempo di cottura è terminato questa friggitrice ad aria si spegne da sola, per donare una maggiore sicurezza.
La fase di frittura risulta essere abbastanza veloce.

Michele Ceccarelli

Una passeggiata al parco giochi con il mio bambino

Nei pomeriggi soprattutto estivi e nel tempo libero non c’è cosa più bella di portare il mio bambino a fare lunghe passeggiate di svago al parco giochi, arrivando sul posto col suo passeggino comodo e perfettamente manovrabile, anche in zone con terreni un poco sconnessi. Perché il piacere di godersi il bambino durante una passeggiata in famiglia diventa meraviglioso se il passeggino che si spinge è totalmente funzionale.

Il passeggino, per essere considerato migliore o tra i migliori, deve avere un peso ridotto perché va considerato che lo si dovrà caricare e scaricare dall’automobile e non è una cosa piacevole da fare con un passeggino pesante.
Molto importante è anche il sistema di chiusura del passeggino. Questo elemento va considerato anche in base alle dimensioni della nostra auto. Sono due, di solito, le modalità di chiusura di un passeggino: ad ombrello o a libro. In base a ciò e alla dimensione della macchina, quindi, è bene fare attenzione al tipo di chiusura del passeggino a noi più consona, come detto.
Molto importanti sono anche le rotelle del passeggino. Che sia un passeggino a quattro rotelle, a 8 o a 3 ruote grandi, l’importante è che il bloccaggio di queste sia funzionante alla perfezione, impedendo alle rotelle di muoversi autonomamente.
Il materiale con cui è fatto il passeggino è un elemento fondamentale. I tessuti utilizzati devono essere anallergici, resistenti e lavabili e che la struttura in metallo – acciaio o alluminio che sia – risulti essere robusta.
Il design invece è quel fattore estetico che spesso influenza la scelta. In questo campo la libertà di scelta è palese perché ognuno si può sbizzarrire a proprio piacimento. Ci sono marchi che offrono foderine con disegni e stampe dei personaggi amati dai bambini.
Molto importanti per avere un buonissimo passeggino sono gli accessori. Per esempio, un buon passeggino deve disporre di una cesta, un contenitore o una capiente borsa in cui riporre tutti i nostri oggetti necessari per noi e per il bambino e tutti (o quasi) i giochi e gli oggetti necessari al divertimento del bambino.
Da non sottovalutare è comunque l’investimento che si vuole fare sul passeggino, il budget che si vuole spendere per acquistarlo. Se non si dispone di un budget elevato per passeggini di grande qualità, non disperate. Esistono ottimi passeggini a prezzi accessibili e contenuti, perché la qualità non sempre è sinonimo di prezzi alti ed ogni passeggino è comunque molto comodo per il bambino. I passeggini solitamente sono situati su tre diverse fasce di costo: fascia alta, fascia media e fascia economica.

Ci sono poi passeggini leggeri e maneggevoli che consentono di andare a passeggiare su strade di città e passeggini polivalenti per esplorare strade meno battute, come un parco, o una pineta.

Insomma, scegliete il passeggino per dare confort al bambino, ma anche in base alle vostre esigenze. Quello che risponde a queste cose, sarà il miglior passeggino per voi.

Samsung Galaxy S7 smartphone del futuro: perché?

Alla luce della recente presentazione dei due nuovi top di gamma di casa Samsung, il Samsung Galaxy S6 e il Samsung Galaxy S6 Edge, si aprono le porte sui pronostici relativi a quello che il futuro Samsung Galaxy S7 potrebbe avere a bordo.

Per prima cosa, cerchiamo di rispondere alla domanda Perché attorno al Samsung Galaxy S7 ci sono tutti questi rumours? Semplicemente, perché questo sembra che sarà il telefono del futuro: uno smartphone rivoluzionario, che stravolgerà in tutto e per tutto il mondo della telefonia mobile come la conosciamo. Parliamo, infatti, di un prodotto che avrà davvero molte innovazioni, assolutamente impensabili rispetto a qualche anno fa: ricordate la sensazione di avere per le mani uno dei primi telefonini con lo schermo a colori? Ecco, immaginate che il Samsung Galaxy S7 probabilmente avrà uno schermo con risoluzione 4K o 2K nel caso in cui fosse addirittura flessibile, giusto per dirne una.

Ricordate, altrimenti, la capienza massima di un telefono di un decennio fa o di uno smartphone di prima generazione? Al massimo potevamo contare su 120 mb di storage a disposizione per dati, media e applicazioni: con il Samsung Galaxy S7, invece, i tagli partiranno da un minimo di 32 gb, considerata la tendenza degli ultimi anni. Oppure la memoria RAM: i primi telefonini ne avevano una quantità davvero irrisoria, mentre oggi, anche l’entry level più discreto, ne ha come minimo 512 MB. Ebbene, nel caso del Samsung Galaxy S7 si parla della bellezza di 4 gb di RAM, almeno, per far girare un dispositivo top: uniti alla frequenza della CPU del calibro dei 3.X Ghz, ci possiamo rendere tranquillamente conto di quanto queste caratteristiche siano persino superiori ai modelli di personal computer più diffusi nelle nostre case.

Il Samsung Galaxy S7 sarà lo smartphone del futuro perché avrà tutto questo e molto altro ancora: una fotocamera da almeno 20 mpx con probabile funzione di visione notturna inclusa, che andrà ad aggiungersi alla notizia già strabiliante della possibilità di trovare nel futuro Samsung Galaxy un proiettore olografico.

E queste sono solamente le prime indiscrezioni e supposizioni, trapelate in seguito a foto di prototipi o progetti spuntati nel web: il Samsung Galaxy S7, che sarà probabilmente presentato in occasione del prossimo Mobile World Congress di Barcellona, del 2016, ha ancora molto da svelare di sé. Chissà Samsung cosa tiene in serbo per poterci lasciare, come sempre, a bocca aperta: Samsung Galaxy S7, ti aspettiamo!

Vediamo qualche tipo di supporto per TV

Televisore nuovo, staffa per TV nuova: ma dove acquistarla? Ovviamente nei principali negozi di elettrodomestici delle grandi catene sparse sul suolo nazionale: tanti tipi, tante marche, tanti consigli da seguire attentamente. Ma sicuramente anche il mondo infinito del web offre notevoli vantaggi, in quanto a offerte e prezzi scontati.

Ma scorrendo tra le categorie di staffe per TV noteremo, sicuramente, la vastità dei modelli disponibili: da che parte iniziale? Quale supporto scegliere? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Esistono tipologie estremamente variegate: partiamo dalle più classiche, le staffe TV da parete. Sono una soluzione comoda ed estremamente gradevole sia dal punto di vista pratico, che di design: consentono, infatti, di guadagnare molto spazio, a differenza del vecchio e obsoleto carrello, rendendo un salotto elegante e libero da intralci di qualsiasi tipo.

In alternativa, possiamo propendere per un supporto per TV da appendere al soffitto, che conferirà al televisore una posizione centrale e ottima per garantire immagini di qualità da ogni angolazione.

Fatta questa prima distinzione di macrocategoria, passiamo ad osservare le ulteriori sottocategorie: in primis, troviamo le staffe TV fisse, molto economiche e semplici da montare. Con questa tipologia di supporto, si potrà modificare la posizione della porzione che andrà a separare la televisione dalla parete, ma non la piastra direttamente collegata a quest’ultima. Qualora avessimo bisogno di regolare con frequenza l’inclinazione dello schermo, magari per poter godere di ottime immagini cambiando posizione (in piedi, ad esempio) o stanza (dal salotto alla cucina), dovremo puntare sui supporti reclinabili. Per chi ha problemi di spazio, magari perché la propria televisione dovrà essere collocata in una stanza molto grande, esistono speciali tipologie di supporti per TV in grado di roteare lo schermo fino a 180 °. Infine, per chi veramente desidera puntare al top, le staffe motorizzate sono un vero toccasana: dotate di un comodo telecomando, consentono di cambiare l’inclinazione e la posizione della televisione, rimanendo seduti (e beati) sul proprio divano.

Esistono, infine, staffe pensate in particolar modo per andare a curare anche il lato estetico della nostra casa: si tratta di una speciale tipologia di supporti per TV dotati di mensole, da poter arricchire con ninnoli e soprammobili, ma anche oggetti utili quali telecomando o decoder.

Per scegliere la staffa per TV più adatta alle proprie esigenze, dobbiamo concentrarci in particolar modo sul lato della praticità: inclinare il monitor, specie in alcune situazioni, diventa una necessità fondamentale per poter godere di una visione ottima in qualsiasi circostanza. Chiaramente il lato economico è un punto abbastanza centrale: esistono, comunque, soluzioni per tutte le tasche, dalle più semplici come quelle fisse da parete, più complesse ed economiche come quelle meccaniche.

Una volta focalizzata l’attenzione sulle nostre necessità, sarà necessario soltanto orientarsi su staffe per TV che siano solide e certificate secondo gli standard VESA.