Sono ritornato a trovare la mia amica neomamma

Ieri sono di nuovo tornato a trovare la mia vecchia amica di università, ora neomamma.
In realtà sono andato più per il piccoletto che per lei.
È proprio un gran bel bambino.

Comunque sono arrivato sotto casa sua e, dopo aver citofonato, mi ha aperto il cancello la mamma del suo ragazzo.
Quindi sono salito le scale con l’orecchio bene attento a cogliere qualche vagito o urletto del pargoletto, ma niente.
Quindi ho spinto la porta d’ingresso della casa che era socchiusa e sono entrato.
Ho visto la mia amica seduta e stanca sul divano. Il volto era stanco, ma sempre e comunque felice.
Il bambino stava attaccato al seno a gustarsi ogni goccia di latte.

Dopo i saluti di rito ed i convenevoli la mia amica mi ha detto che il bambino sta tutto il giorno a cercare il latte, a voler mangiare. E quando non riesce più a dargli il latte dal seno, deve provvedere a scadalrglielo e farglielo mangiare col biberon.
Gli scalda sempre il latte del seno che di tanto in tanto, ad intervalli regolari, si aspira con una pompetta per metterlo in un recipiente, pronto per essere usato.
Non conosco, o meglio, non mi sovviene ora il termine tecnico di questa procedura, ma sono sicuro che mi avete capito.

Dopo qualche minuto abbondante di chiacchiere il bambino si è staccato dal seno. La mamma gli ha fatto fare il ruttino, dopodiché il bebè si è addormentato, o almeno ha tentato di addormentarsi perché dopo neanche un’oretta è tornato alla carica per pappare di nuovo il latte.

Stavolta però l’allattamento non è avvenuto dal seno. Troppo indolenzito.
Allora la mia vecchia amica di università si è alzata col bimbo in braccio e lo ha dato in braccio a me.
Ne sono rimasto sorpreso, ma è stata una bella sensazione, nonostante il pianto costante, quasi ossessivo.

La mamma si è diretta verso il tavolo della cucina.
Ha preso il recipiente col latte e ha versato il latte stesso nel biberon.
Poi ha messo il biberon nello scaldabiberon auto e, appena pronto, è tornata a prendere il bambino in braccio e ad allattarlo col biberon.

Il bimbetto è tornato a mangiare smettendo di punto in bianco di piangere.

Quindi siamo ritornati a parlare del più e del meno io con la mia amica.
Il tempo è passato in fretta e si è fatta presto l’ora di tornare a casa.
Quindi ho salutato, ripromettendomi che sarei tornato di nuovo a trovarla, vedendo di volta in volta il bambino crescere.

Sempre una bella emozione.

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