Un venerdì 17

Credete alla sfortuna? Siete superstiziosi? Io no, credo piuttosto alle coincidenze. L’ultimo venerdì 17 me lo ha dimostrato, visto che, a quanto pare, mi è successo quanto più di tragicomico potesse succedermi in un solo giorno.

Mi sveglio ogni mattina alle 7 per essere a lavoro alle 8, mi possono togliere tutto ma non la colazione, piuttosto salto il pranzo e la cena. Ovviamente, tra una cosa e l’altra, al mattino si ha poco tempo e si è sempre di fretta, anche perché mi piace dormire, per cui non ho intenzione di modificare i miei ritmi perché qualcosa decide di andare storto.

Insomma, la mia colazione, da che ho memoria, è a base di un bel toast farcito: amo la colazione salata, se fosse per me mangerei uova e bacon come in America, ma si fa fatica a trovare il bacon qui dove abito io. È un paese talmente piccolo dove, a malapena, si riesce a trovare il pane, figuriamoci il bacon. Ho optato quindi per un cambio di rotta e ho scelto di trovare il compromesso del toast.

Bene. Venerdì 17 scorso il mio tostapane decide di non funzionare: provo a staccarlo dalla corrente e a riattaccarlo, ma niente, non funziona. Preso dal panico – ripeto, alla colazione non rinuncio – metto su una padella senza olio e ci piazzo il pane, che, puntualmente cade sulle mie nuove scarpe da corsa sporcandole completamente. Primo punto per la superstizione.

Esco di casa, di malumore e abbastanza triste pensando al mio toast, e la macchina non si accende. Benissimo! Non ho tempo né di chiamare un meccanico né di fare niente, dato che, ripeto, alle 8 devo andare a lavoro: c’è un bus che passa alle 7:30, mi fiondo alla fermata e salgo. Non ho il biglietto perché non ho fatto in tempo a prenderlo, ma me ne accorgo solo quando sale il controllore e mi fa la multa.

Insomma, quando si preferisce restare in ufficio sperando che non succeda niente, vuol dire che il venerdì 17 ha avuto la meglio. Superstizione 3, io 0.

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